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Ultimo aggiornamento
Martedì 24 Dicembre 2024, ore 12:10

VISTO il decreto n. 314 del 12.12.2024 con il quale il Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità
Sostenibili, per i fini della sicurezza della circolazione stradale, ha impartito direttive per l’ANNO 2025 in
ordine alle limitazioni nei giorni festivi della circolazione fuori dai centri abitati, dei veicoli e dei complessi di
veicoli per il trasporto di cose, aventi massa complessiva massima autorizzata superiore a 7,5 tonnellate, dei
veicoli eccezionali e di quelli adibiti a trasporti eccezionali nonché di quelli che trasportano merci pericolose ai
sensi dell’art. 168, commi 1 e 4, del Nuovo Codice della Strada;
VISTO l’art. 6, comma 1, del nuovo codice della strada, approvato con Decreto Legislativo 30 aprile
1992, n. 285, e successive modificazioni;
VISTE le relative disposizioni attuative contenute nel Regolamento di esecuzione e di attuazione del
nuovo codice della strada, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495, e
successive modificazioni, che disciplina le limitazioni alla circolazione sulle strade fuori dai centri abitati in
particolari giorni e per particolari veicoli;
CONSIDERATO che, al fine di garantire in via prioritaria migliori condizioni di sicurezza nella
circolazione stradale, nei periodi di maggiore intensità della stessa, si rende necessario limitare la circolazione,
fuori dai centri abitati, dei veicoli e dei complessi di veicoli per il trasporto di cose, aventi massa complessiva
massima autorizzata superiore a 7,5 t;
CONSIDERATO che, per le stesse motivazioni, si rende necessario limitare la circolazione dei veicoli
eccezionali e di quelli adibiti a trasporti eccezionali nonché dei veicoli che trasportano merci pericolose ai sensi
dell’art. 168, commi 1 e 4, del nuovo codice della strada;
CONSIDERATO che, al fine di rendere più agevole l'attuazione delle suddette limitazioni sia da parte
degli operatori addetti al trasporto sia degli addetti al controllo su strada sia delle autorità preposte al rilascio
delle autorizzazioni in deroga, si rende necessario fornire indicazioni esplicite ed esaustive su tali limitazioni;
PRESO ATTO della necessità di adottare il decreto recante le direttive in materia di divieti di
circolazione, in attuazione di quanto previsto dall'articolo 6 del codice della strada e dalle relative
disposizioni attuative;
RITENUTO di dover dare attuazione alle suddette direttive per l’area territoriale di Pordenone, ai sensi
degli artt. 5 e 6 del Codice della Strada;
D E C R E T A
Art. 1
(Oggetto e ambito di applicazione)
1. Il presente decreto, ai sensi dell’articolo 6, comma 1, del codice della strada,
disciplina i divieti di circolazione dei veicoli adibiti per il trasporto di cose, di massa complessiva
massima autorizzata superiore a 7,5 t, sulle strade extraurbane, nei giorni festivi e in altri giorni
dell’anno 2024 particolarmente critici per la circolazione stradale, indicati nell’articolo 2.
2. Il calendario dei divieti di cui all’articolo 2 si applica agli autoveicoli, adibiti al
trasporto di cose, di cui all’articolo 54 del codice della strada, nonché alle macchine agricole di cui
all’articolo 57 del medesimo codice.
3. Il calendario dei divieti di cui all’articolo 2 si applica, altresì, ai veicoli eccezionali ed
ai trasporti in condizioni di eccezionalità, anche se non adibiti al trasporto di cose, seppur in possesso
dell’autorizzazione di cui all’articolo 10, comma 6, del codice della strada.
4. Le posticipazioni di cui agli articoli 3, 4 e 5, si applicano a condizione che l’arrivo
dall’estero o al porto si verifichi nel giorno di divieto.
5. Le agevolazioni di cui agli articoli 3, 4, 5 e 6, nonché le esenzioni di cui agli articoli 7
e 8, si applicano altresì ai veicoli eccezionali ed ai trasporti in condizioni di eccezionalità, salvo
diverse prescrizioni eventualmente imposte nelle autorizzazioni rilasciate ai sensi dell’articolo 10,
comma 6, del codice della strada.
6. Il calendario dei divieti di cui all’articolo 2 si applica anche ai trattori stradali, quando
viaggiano isolati, per i quali, ai fini del presente decreto, la massa di riferimento è la tara, ovvero la
massa complessiva a pieno carico decurtata del massimo carico sulla ralla.
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7. Il presente decreto, con le modalità di cui all’articolo 12, disciplina il trasporto delle
merci pericolose anche per limiti di massa inferiori alla soglia di 7,5 t di cui al comma 1.
Art. 2
(Calendario dei divieti)
1. È vietata la circolazione dei veicoli di cui all’articolo 1, nei giorni festivi e negli altri
particolari giorni dell’anno 2025 di cui all’allegato A, che costituisce parte integrante del presente
decreto.
Art. 3
(Agevolazioni per i veicoli da/verso l’estero)
1. Per i veicoli provenienti dall’estero, muniti di idonea documentazione attestante
l’origine del viaggio e la destinazione del carico, l’orario di inizio del divieto di cui all’articolo 2 è
posticipato di ore quattro.
2. Per i veicoli provenienti dall’estero con un solo conducente, qualora il periodo di
riposo giornaliero, come previsto dal Regolamento (CE) n. 561/2006 del Parlamento europeo e del
Consiglio del 15 marzo 2006 e successive modificazioni, termini dopo l’inizio del divieto di cui
all’articolo 2, il posticipo di cui al comma 1 decorre dal termine del periodo di riposo.
3. Per i veicoli diretti all’estero, muniti di idonea documentazione attestante la
destinazione del carico, l’orario di termine del divieto di cui all’articolo 2 è anticipato di ore due.
4. Ai fini dell’applicazione dei commi precedenti, i veicoli provenienti dalla Repubblica
di San Marino e dalla Città del Vaticano, o diretti negli stessi, sono assimilati ai veicoli provenienti o
diretti all’interno del territorio nazionale.
Art. 4
(Agevolazioni per i veicoli da/verso la Sardegna)
1. Per i veicoli provenienti dalla Sardegna, muniti di idonea documentazione attestante
l’origine del viaggio e la destinazione del carico, l’orario di inizio del divieto di cui all’articolo 2 è
posticipato di ore quattro.
2. Per i veicoli diretti in Sardegna muniti di idonea documentazione attestante la
destinazione del viaggio, l’orario di termine del divieto di cui all’articolo 2 è anticipato di ore quattro.
3. Per i veicoli che circolano in Sardegna, provenienti dalla rimanente parte del
territorio nazionale, purché muniti di idonea documentazione attestante l’origine del viaggio, l’orario
di inizio del divieto è posticipato di ore quattro.
4. Per i veicoli che circolano in Sardegna, diretti ai porti dell’isola per imbarcarsi sui
traghetti diretti verso la rimanente parte del territorio nazionale, purché muniti di idonea
documentazione attestante la destinazione del viaggio e di lettera di prenotazione o titolo di viaggio
per l’imbarco, il divieto di cui all’articolo 2 non si applica.
Art. 5
(Agevolazioni per i veicoli da/verso la Sicilia)
1. Fuori dai casi indicati nell’articolo 6, per i veicoli che circolano in Sicilia, provenienti
dalla rimanente parte del territorio nazionale che si avvalgono di traghettamento, ad eccezione di quelli
che usufruiscono dei porti di Reggio Calabria e Villa San Giovanni e il cui itinerario ha origine in
Calabria, purché muniti di idonea documentazione attestante l’origine del viaggio, l’orario di inizio del
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divieto di cui all’articolo 2 è posticipato di ore quattro.
2. Fuori dai casi indicati nell’articolo 6, per i veicoli che circolano in Sicilia, diretti
verso la rimanente parte del territorio nazionale che si avvalgono di traghettamento, ad eccezione di
quelli che usufruiscono dei porti di Reggio Calabria e Villa San Giovanni e hanno come destinazione
finale la Calabria, purché muniti di idonea documentazione attestante la destinazione del viaggio e di
lettera di prenotazione o titolo di viaggio per l’imbarco, il divieto di cui all’articolo 2 non si applica.
3. Salvo quanto disposto dai commi 1 e 2, per tenere conto delle difficoltà connesse con
le operazioni di traghettamento da e per la Calabria attraverso i porti di Reggio Calabria e Villa San
Giovanni, per i veicoli provenienti o diretti in Sicilia, purché muniti di idonea documentazione
attestante l’origine e la destinazione del viaggio, l’orario di inizio del divieto è posticipato di ore due e
l’orario di termine del divieto è anticipato di ore due.
Art. 6
(Agevolazioni per il trasporto intermodale)
1. Per i veicoli diretti agli interporti di rilevanza nazionale, come definiti dalla legge 4
agosto 1990, n. 240 (Bari - Bologna - Catania - Cervignano (UD) - Jesi (AN) - Livorno - Marcianise
(CE) - Nola (NA) - Novara - Orte (VT) - Padova - Parma - Pescara - Prato - Rivalta Scrivia (AL) -
Torino - Vado Ligure (SV) - Venezia - Verona) ed ai terminal intermodali collocati in posizione
strategica (Busto Arsizio (VA) - Brescia Scalo (BS) - Domodossola (VB) – Marzaglia (MO) - Melzo
(MI) - Milano smistamento - Mortara (PV) – Pordenone - Portogruaro (VE) - Rovigo – Rubiera (RE)
- Trento - Trieste - Voltri (GE)) che trasportano merci o unità di carico dirette all’estero, purché muniti
di idonea documentazione attestante la destinazione all’estero delle merci o delle unità di carico,
nonché della documentazione relativa alla prosecuzione del viaggio con la modalità ferroviaria,
l’orario di termine del divieto di cui all’articolo 2 è anticipato di ore quattro.
2. Il divieto di cui all’articolo 2 non si applica per i veicoli impiegati in trasporti
intermodali strada-mare, diretti ai porti per utilizzare le tratte marittime di cui all’articolo 1 del decreto
del Ministro dei trasporti 31 gennaio 2007, e successive modifiche ed integrazioni, purché muniti di
idonea documentazione attestante la destinazione del viaggio e di lettera di prenotazione o titolo di
viaggio per l’imbarco.
3. Il divieto di cui all’articolo 2 non si applica per i veicoli diretti o provenienti dagli
aeroporti nazionali ed internazionali che trasportano merci destinate al trasporto aereo, purché muniti
di idonea documentazione attestante il carico o lo scarico delle predette merci.
4. L’anticipazione di cui al comma 1 si applica anche nel caso di veicoli che trasportano
unità di carico vuote, container, cassa mobile, semirimorchio, nonché ai complessi veicolari scarichi,
destinati all’estero tramite gli stessi interporti, porti ed aeroporti, purché muniti di idonea
documentazione, quale l’ordine di spedizione, attestante la destinazione delle unità di carico.
5. I trattori stradali, quando viaggiano isolati, di massa - come definita dall’articolo 1,
comma 6 - superiore a 7,5 t, possono circolare nei giorni di divieto solamente nel caso in cui siano stati
precedentemente sganciati dal semirimorchio in sede di riconsegna per la prosecuzione del trasporto
della merce attraverso il sistema intermodale, purché muniti di idonea documentazione attestante
l’avvenuta riconsegna.
6. Il divieto di cui all’articolo 2 non si applica per i veicoli impiegati in trasporti
combinati strada-rotaia, combinato ferroviario, o strada-mare, combinato marittimo, che rientrino nella
definizione e nell’ambito applicativo dell’articolo 1 del decreto del Ministro dei trasporti e della
navigazione 15 febbraio 2001, purché muniti di idonea documentazione attestante la destinazione o la
provenienza del carico e di prenotazione o titolo di viaggio per l’imbarco. La parte del tragitto iniziale
o terminale effettuata su strada e consentita ai sensi del presente comma non può in nessun caso
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superare i 150 km in linea d’aria dal porto o dalla stazione ferroviaria di imbarco o di sbarco.
7. Il divieto di cui all’articolo 2 non si applica altresì per i veicoli impiegati in trasporti
intermodali aventi origine e destinazione all’interno dei confini nazionali, purché muniti di idonea
documentazione attestante la destinazione o la provenienza del carico e di prenotazione o titolo di
viaggio per l’imbarco.
Art. 7
(Categorie dei veicoli esentati dal divieto)
1. Il divieto di cui all’articolo 2 non trova applicazione per i veicoli appartenenti ai
seguenti soggetti:
a) Forze di Polizia;
b) Forze Armate e Corpo delle Capitanerie di Porto;
c) Vigili del Fuoco; d) Protezione Civile;
e) Croce Rossa Italiana;
f) Regioni ed altri Enti territoriali, anche in forma associata.
2. Il divieto di cui all’articolo 2 non trova, altresì, applicazione per i veicoli adibiti ai
seguenti servizi pubblici, anche se circolano scarichi:
a) fornitura di acqua, gas, anche in bombole ed energia elettrica;
b) nettezza urbana e raccolta rifiuti effettuati dal luogo di produzione a quello di
smaltimento e/o recupero o al centro di raccolta per lo stoccaggio provvisorio, senza operazioni
intermedie di carico o scarico;
c) trasporto di rifiuti urbani dal centro di raccolta a quello di smaltimento e/o recupero
effettuato con veicoli delle amministrazioni comunali, nonché da veicoli che, per conto delle
amministrazioni comunali, effettuano lo smaltimento dei rifiuti, purché muniti di apposita
documentazione rilasciata dall’amministrazione comunale;
d) pronto intervento per fognature e spurgo pozzi neri;
e) servizi postali, effettuati con veicoli appartenenti al Dipartimento per le
comunicazioni del Ministero dello sviluppo economico o alle Poste Italiane S.p.A., purché
contrassegnati con l’emblema PT o con l’emblema Poste Italiane, nonché quelli di supporto, purché
muniti di apposita documentazione rilasciata dall’amministrazione delle poste e telecomunicazioni,
anche estera, nonché quelli in possesso, ai sensi del decreto legislativo 22 luglio 1999, n. 261, e
successive modificazioni, di licenze e autorizzazioni rilasciate dal medesimo Dipartimento, se
effettuano, durante i giorni di divieto, trasporti legati esclusivamente ai servizi postali;
f) servizi radiotelevisivi;
g) servizi di pronto intervento e di emergenza connessi alla gestione della circolazione
stradale, utilizzati dagli enti proprietari e/o gestori di strade;
h) altri servizi pubblici finalizzati a soddisfare esigenze collettive urgenti, purché muniti
di idonea documentazione comprovante la necessità.
3. Il divieto di cui all’articolo 2 non trova, altresì, applicazione per i veicoli ed i
complessi di veicoli appartenenti alle seguenti particolari categorie, anche se circolano scarichi:
a) autocisterne adibite al trasporto di acqua per uso domestico;
b) autocisterne adibite al trasporto di latte fresco;
c) autocisterne adibite al trasporto di altri liquidi alimentari, esclusivamente per il
trasporto di latte fresco;
d) veicoli adibiti al trasporto di alimenti per animali da allevamento o di materie prime
per la loro produzione;
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e) autocisterne adibite al trasporto di combustibili liquidi o gassosi destinati alla
distribuzione ed al consumo sia pubblico sia privato;
f) macchine agricole ai sensi dell’articolo 57 del codice della strada e macchine agricole
eccezionali ai sensi dell’articolo 104 del medesimo codice, fermi restando la necessità
dell’autorizzazione di cui al comma 8 del citato articolo 104, nonché il divieto di circolazione, ai sensi
dell’articolo 175, comma 2, del codice della strada, sulle strade classificate di tipo A e B ai sensi
dell’articolo 2 del medesimo codice.
4. Il divieto di cui all’articolo 2 non trova altresì applicazione nei seguenti casi
particolari:
a) per i veicoli prenotati per ottemperare all’obbligo di revisione, limitatamente ai giorni
feriali, purché il veicolo sia munito del foglio di prenotazione e solo per il percorso più breve tra la
sede dell’impresa intestataria del veicolo e il luogo di svolgimento delle operazioni di revisione,
escludendo dal percorso tratti autostradali, incluso il viaggio di rientro alle sedi, principale o
secondaria, dell’impresa intestataria dei veicoli, da documentare con l’esibizione di iscrizione alla
Camera di commercio, industria e artigianato;
b) per i veicoli che, a causa di urgenti e comprovate necessità, richiedono l’intervento di
un’officina di riparazione con sede fuori dal centro abitato in cui ha sede l’impresa;
c) per i veicoli che compiono il percorso per il rientro alle sedi, principale o secondaria,
dell’impresa intestataria degli stessi, da documentare con l’esibizione del certificato di iscrizione alla
Camera di commercio, industria ed artigianato, nonché per il rientro alla residenza o domicilio del
conducente, purché tali veicoli non si trovino ad una distanza superiore a 80 km dalle medesime sedi o
residenze al momento dell’inizio del divieto e non percorrano tratti autostradali.
5. I veicoli di cui alle lettere a), b), c) e d) del comma 3 devono essere muniti di cartelli
indicatori di colore verde delle dimensioni di 0,50 m di base e 0,40 m di altezza, con impressa in nero
la lettera “d” minuscola di altezza pari a 0,20 m, fissati in modo ben visibile su ciascuna delle fiancate
e sul retro.
Art. 8
(Tipologie delle merci il cui trasporto non è assoggettato al divieto)
1. Il divieto di cui all’articolo 2 non trova applicazione per i veicoli che trasportano
esclusivamente le seguenti tipologie di merci, anche se circolano scarichi:
a) forniture destinate al servizio di ristoro a bordo degli aeromobili o di motori e parti di
ricambio di aeromobili;
b) forniture di viveri o di merci destinate ad altri servizi indispensabili alle attività della
marina mercantile;
c) giornali, quotidiani e periodici;
d) prodotti per uso medico;
e) prodotti alimentari deperibili che devono essere trasportati in regime ATP;
f) prodotti agricoli che pur non richiedendo il trasporto in regime ATP, sono soggetti ad
un rapido deperimento e pertanto necessitano di un tempestivo trasferimento dai luoghi di produzione
a quelli di deposito o vendita: 1) frutta fresca; 2) ortaggi; 3) fiori recisi; 4) semi vitali non ancora
germogliati; 5) uova da cova, con specifica attestazione all’interno del documento di trasporto; 6)
miele non invasettato;
g) sottoprodotti derivanti dalla macellazione di animali;
h) prodotti complementari alla somministrazione alimentare, trasportati
contemporaneamente a quelli di cui alla lettera e), strettamente connessi e riconducibili alle esigenze
degli esercizi di somministrazione di cibi e bevande, nel limite del 50% del totale del carico;
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i) altri prodotti alimentari, trasportati contemporaneamente a quelli di cui alla lettera e),
nel limite del 50% del totale del carico, per viaggi con origine e destinazione ricadenti nel medesimo
ambito provinciale.
2. Il divieto di cui all’articolo 2 non trova applicazione per i veicoli che trasportano
animali vivi nelle seguenti condizioni, anche se circolano scarichi, purché muniti di idonea
documentazione attestante la necessità del carico o scarico anche nei periodi di vigenza del divieto:
a) pulcini destinati all’allevamento;
b) animali vivi destinati alla macellazione;
c) animali vivi provenienti dall’estero;
d) animali destinati a gareggiare in manifestazioni agonistiche autorizzate, da effettuarsi
od effettuate nelle quarantotto ore;
e) api per nomadismo.
3. I veicoli trasportanti le merci di cui al comma 1, lettere e), f), g) e h), nonché le merci
di cui al comma 2, lettere a), b), c) ed e) devono essere muniti di cartelli indicatori di colore verde
delle dimensioni di 0,50 m di base e 0,40 m di altezza, con impressa in nero la lettera “d” minuscola di
altezza pari a 0,20 m, fissati in modo ben visibile su ciascuna delle fiancate e sul retro.
Art. 9
(Condizioni per la circolazione in deroga al divieto)
1. Ai fini della circolazione per motivi di assoluta e comprovata necessità e urgenza,
fatte salve le disposizioni di cui agli articoli 3, 4, 5, 6, 7 e 8 e ad integrazione delle eccezioni in essi
contenute, le Prefetture - Uffici Territoriali del Governo, a seguito di istanze presentate ai sensi
dell’articolo 10 e in base alle procedure contenute nell’articolo 11, possono autorizzare deroghe al
divieto di cui all’articolo 2, esclusivamente nei seguenti casi:
a) trasporto di prodotti agricoli diversi da quelli di cui all’articolo 8, al fine di evitarne il
deterioramento, a condizione che tali esigenze siano riferibili a situazioni particolari debitamente
documentate, temporalmente e spazialmente limitate e quantitativamente definite;
b) trasporto di alimenti destinati agli animali da allevamento con veicoli diversi da
quelli di cui all’articolo 7, comma 3, lettera d), al fine di consentirne il continuo approvvigionamento,
a condizione che tali esigenze siano riferibili a situazioni particolari debitamente documentate,
temporalmente e spazialmente limitate e quantitativamente definite;
c) trasporto di materiali e attrezzature diretti o provenienti da cantieri edili per la
realizzazione di opere di interesse nazionale, destinati a specifiche attività e lavorazioni che, per le loro
particolari caratteristiche o per le tecnologie utilizzate, richiedono necessariamente un
approvvigionamento o uno smaltimento in continuo dei suddetti materiali e attrezzature;
d) trasporto di prodotti dell’industria a ciclo continuo, qualora i sistemi produttivi e
l’organizzazione della filiera di distribuzione richiedano necessariamente l’immediato trasferimento di
tali prodotti;
e) circolazione dei veicoli utilizzati per lo svolgimento di fiere e mercati, a condizione
che sia presentata idonea documentazione attestante la necessità della circolazione nei periodi di
vigenza del divieto;
f) circolazione dei veicoli utilizzati per lo svolgimento di spettacoli dal vivo e
manifestazioni sportive, a condizione che sia presentata idonea documentazione attestante la necessità
della circolazione nei periodi di vigenza del divieto;
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g) circolazione di veicoli eccezionali o di trasporti in condizioni di eccezionalità, di cui
all’articolo 10 del codice della strada, limitatamente a specifiche autorizzazioni per viaggi singoli il cui
transito non possa essere programmato al di fuori del periodo di vigenza del divieto, od eventualmente
non possa essere interrotto;
h) circolazione di veicoli provenienti dall’estero esclusivamente per il raggiungimento
di aree attrezzate per la sosta o autoporti, siti in prossimità della frontiera;
i) altri casi singoli di comprovata e assoluta necessità e urgenza di trasporti di merci,
necessari a soddisfare emergenze particolari e specifiche.
2. I veicoli autorizzati alla circolazione in deroga devono essere muniti di cartelli
indicatori di colore verde, delle dimensioni di 0,50 m di base e 0,40 m di altezza, con impressa in nero
la lettera “a” minuscola di altezza pari a 0,20 m, fissati in modo ben visibile su ciascuna delle fiancate
e sul retro.
Art. 10
(Procedure per la richiesta di autorizzazione in deroga)
1. Qualora sussistano le condizioni di cui all’articolo 9, i soggetti interessati possono
presentare, almeno dieci giorni prima della data prevista per la partenza, richiesta di autorizzazione a
circolare in deroga al divieto di cui all’articolo 2, di norma alla Prefettura - Ufficio Territoriale del
Governo - della provincia di partenza, indicando i seguenti elementi:
a) il giorno o il periodo in cui si intende circolare, che deve risultare limitato alle
effettive esigenze, ovvero in particolare:
• per i prodotti agricoli, di cui all’articolo 9, comma 1, lettera a), il periodo previsto per
la specifica campagna di raccolta;
• per le merci destinate all’alimentazione degli animali da allevamento, di cui
all’articolo 9, comma 1, lettera b), il periodo necessario a risolvere la criticità
dell’approvvigionamento;
• per i cantieri edili, di cui all’articolo 9, comma 1, lettera c), le date di inizio e fine
previste per il cantiere;
• per i prodotti dell’industria a ciclo continuo, di cui all’articolo 9, comma 1, lettera d),
il periodo in cui tale produzione è prevista ininterrottamente;
• per i veicoli da utilizzare per fiere e mercati, di cui all’articolo 9, comma 1, lettera e),
il programma degli eventi cui si intende partecipare;
• per i veicoli da utilizzare per spettacoli dal vivo e manifestazioni sportive, di cui
all’articolo 9, comma 1, lettera f), il programma degli eventi cui si intende
partecipare;
• per i veicoli eccezionali e i trasporti in condizioni di eccezionalità, di cui all’articolo
9, comma 1, lettera g), la data precisa in cui è prevista l’effettuazione del trasporto;
• per i veicoli provenienti dall’estero di cui all’articolo 9, comma 1, lettera h), la data
precisa in cui è prevista l’effettuazione del trasporto;
• per i veicoli per i trasporti dei casi particolari, di cui all’articolo 9, comma 1, lettera
i), la data precisa in cui è prevista l’effettuazione del trasporto;
b) la targa del veicolo, o dei veicoli qualora necessari per la medesima esigenza di
trasporto, di cui si chiede l’autorizzazione;
c) le località di partenza e arrivo, compresi i percorsi su cui si intende transitare, che
devono essere specificati e comunque limitati;
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d) la tipologia di merce, prodotto o attrezzatura, tra quelle previste nell’articolo 9,
comma 1, lettere da a) ad i), specificando le motivazioni che ne determinano il trasporto in regime di
deroga.
2. La richiesta, in alternativa a quanto indicato al comma 1, può essere presentata alla
Prefettura - Ufficio Territoriale del Governo - nel cui territorio di competenza ha sede l’impresa che
esegue il trasporto.
3. Per i veicoli provenienti dall’estero, la richiesta può essere presentata alla Prefettura -
Ufficio Territoriale del Governo - della provincia di confine, dove ha inizio il viaggio in territorio
italiano, anche dal committente o dal destinatario delle merci o da un’agenzia di servizi a ciò delegata
dagli interessati; in tali casi, per la concessione delle autorizzazioni, la Prefettura deve tenere conto, in
particolare, oltre che dei comprovati motivi di urgenza e indifferibilità del trasporto, anche della
distanza della località di arrivo, del tipo di percorso e della situazione dei servizi presso le località di
confine.
Art. 11
(Procedure per il rilascio dell’autorizzazione prefettizia)
1. La Prefettura - Ufficio Territoriale del Governo - che ha ricevuto la richiesta di
autorizzazione alla circolazione in deroga al divieto di cui all’articolo 2, sentite, ove necessario, le altre
Prefetture competenti per territorio sullo specifico trasporto in deroga, valutate le necessità e le
urgenze prospettate in relazione alle condizioni locali e generali della circolazione, conduce
l’istruttoria della richiesta in base ai seguenti criteri:
a) accertamento della sussistenza dell’effettiva esigenza di circolazione in deroga ai
divieti e delle condizioni contenute nell’articolo 9, in funzione delle specificità dei luoghi, del
contesto, delle condizioni meteorologiche e climatiche;
b) sussistenza di condizioni di particolare criticità derivanti dalla specifica posizione
geografica della Sardegna e della Sicilia, ed in particolare dei tempi necessari per le operazioni di
traghettamento;
c) verifica dell’indifferibilità del trasporto nei giorni di non vigenza del divieto;
d) accertamento dell’assenza di condizioni ostative da parte di soggetti terzi ed in
particolare degli enti proprietari e/o gestori di strade;
e) verifica della compatibilità del trasporto in deroga con le caratteristiche delle
infrastrutture stradali interessate e con le condizioni di traffico previste sulla rete stradale.
2. Nel caso in cui la richiesta venga presentata alla Prefettura - Ufficio Territoriale del
Governo - nel cui territorio di competenza ha sede l’impresa che esegue il trasporto, la Prefettura nel
cui territorio ha inizio il viaggio deve fornire il proprio preventivo benestare.
3. La Prefettura - Ufficio Territoriale del Governo, al termine dell’istruttoria di cui al
comma 1, se sussistono le condizioni per la deroga, rilascia il provvedimento autorizzativo sul quale,
oltre alle circostanziate motivazioni, è indicato:
a) l’arco temporale di validità, che deve risultare strettamente limitato alle effettive
esigenze di trasporto e che può comprendere eccezioni di date in cui persiste il divieto di circolazione;
b) la targa del veicolo, o le targhe dei veicoli, autorizzati alla circolazione;
c) le località di partenza e di arrivo, nonché i percorsi individuati al fine di garantire le
migliori condizioni di sicurezza della circolazione, in base alle caratteristiche della rete stradale ed alle
situazioni di traffico, specificando eventualmente le strade o le aree in cui non è comunque consentita
la circolazione in deroga;
d) la tipologia di merce, prodotto o attrezzatura per il trasporto dei quali è consentita la
circolazione in deroga;
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e) l’eventuale specifica che i veicoli possono circolare scarichi, unicamente nel caso in
cui tale circostanza si verifichi nell’ambito di un ciclo lavorativo che comprenda la fase del trasporto e
che deve ripetersi nel corso della stessa giornata lavorativa;
f) la prescrizione che i veicoli autorizzati alla circolazione in deroga devono essere
muniti di cartelli indicatori di colore verde, delle dimensioni di 0,50 m di base e 0,40 m di altezza, con
impressa in nero la lettera “a” minuscola di altezza pari a 0,20 m, fissati in modo ben visibile su
ciascuna delle fiancate e sul retro.
4. Per le autorizzazioni di cui all’articolo 9, comma 1, lettera d), nel caso in cui siano
comprovate la continuità dell’esigenza di effettuare, da parte dello stesso soggetto, più viaggi in
regime di deroga e la costanza della tipologia dei prodotti trasportati, è ammessa la facoltà, da parte
della Prefettura - Ufficio Territoriale del Governo, di rinnovare, anche più di una volta ed in ogni caso
non oltre il termine dell’anno solare, l’autorizzazione concessa, a seguito di richiesta inoltrata da parte
del soggetto interessato.
5. Le Prefetture - Uffici Territoriali del Governo - nel cui territorio ricadano posti di
confine possono autorizzare alla circolazione durante i periodi di divieto, anche in via permanente, i
veicoli di cui all’articolo 9, comma 1, lettera h).
Art. 12
(Trasporto di merci pericolose nei periodi di divieto)
1. Il trasporto di merci pericolose appartenenti alle classi 1 e 7, individuate nell’accordo
internazionale per il trasporto di merci pericolose ADR, è vietato per qualunque quantità di merce
trasportata, indipendentemente dalla massa complessiva massima del veicolo, oltre che nei giorni di
calendario indicati nell’allegato A, anche dalle ore 8:00 alle ore 24:00 di ogni sabato e dalle ore 0:00
alle ore 24:00 di ogni domenica compresi nel periodo dal 24 maggio al 7 settembre 2025.
2. In deroga a quanto stabilito dal comma 1 il trasporto di merci pericolose è consentito
nei seguenti casi:
a) trasporto di esplosivi, per comprovate necessità di servizio, ferma restando la
necessità che per ogni trasporto deve essere data informazione alla Prefettura - Ufficio Territoriale del
Governo - nel cui territorio di competenza ha inizio il viaggio o l’ingresso in territorio nazionale, per i
veicoli e per i complessi di veicoli di seguito elencati, anche se circolano scarichi:
1) militari e delle Forze di Polizia;
2) militari appartenenti a Forze Armate straniere e civili da queste commissionati, per
esercitazioni, operazioni o assistenza militare in base ad accordi internazionali, purché muniti di
apposito credito di movimento rilasciato dal comando militare competente;
3) civili, commissionati dalle Forze Armate, muniti del documento di
accompagnamento di cui al decreto ministeriale 2 settembre 1977, come modificato dal decreto
ministeriale 24 maggio 1978, rilasciato dal comando militare competente;
b) trasporto, mediante autorizzazione prefettizia da rilasciare alle condizioni di cui agli
articoli 10 e 11, di fuochi artificiali rientranti nella IV e V categoria, previste nell’Allegato A al
regolamento per l’esecuzione del Testo Unico 18 giugno 1931, n. 773, delle leggi di pubblica
sicurezza, approvato con regio decreto 6 maggio 1940, n. 635, a condizione che lo stesso avvenga nel
rispetto di tutte le normative vigenti, lungo gli itinerari e nei periodi temporali richiesti, previa verifica
di compatibilità con le esigenze della sicurezza della circolazione stradale;
Il Prefetto della provincia di Pordenone
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c) trasporto, mediante autorizzazione prefettizia da rilasciare alle condizioni di cui agli
articoli 10 e 11, di merci pericolose appartenenti alla classe 7, limitatamente ai cantieri di opere di
interesse nazionale, a condizione che lo stesso avvenga nel rispetto di tutte le normative vigenti, lungo
gli itinerari e nei periodi temporali richiesti, previa verifica di compatibilità con le esigenze della
sicurezza della circolazione stradale;
d) trasporto, mediante autorizzazione prefettizia da rilasciare alle condizioni di cui agli
articoli 10 e 11, di merci pericolose appartenenti alla classe 7, limitatamente alle esigenze urgenti in
ambito sanitario, a condizione che lo stesso avvenga nel rispetto di tutte le normative vigenti, lungo gli
itinerari e nei periodi temporali richiesti, previa verifica di compatibilità con le esigenze della
sicurezza della circolazione stradale.
3. In deroga a quanto stabilito dal comma 1, il trasporto di merci pericolose con veicoli
di massa complessiva massima autorizzata non superiore a 7,5 t è consentito limitatamente ai seguenti
casi:
a) trasporto di merci pericolose in base ai casi di esenzione parziale o globale
individuati nelle seguenti sottosezioni dell’Allegato A dell’accordo ADR: 1) 1.1.3.1, 2) 1.1.3.2, 3)
1.1.3.3, 4) 1.1.3.6, 5) 1.7.1.4 ;
b) trasporto di merci pericolose in base alle disposizioni speciali di cui al capitolo 3.3
dell’Allegato A dell’accordo ADR;
c) trasporto di merci pericolose imballate in quantità limitate in base alla disciplina
individuata nel capitolo 3.4 dell’Allegato A dell’accordo ADR;
d) trasporto di merci pericolose imballate in quantità esenti in base alla disciplina
individuata nel capitolo 3.5 dell’Allegato A dell’accordo ADR.
4. Al trasporto di merci pericolose nei casi di cui al comma 3, lettere da a) a d), con
veicoli di massa complessiva massima autorizzata superiore a 7,5 t, non si applica il divieto di cui al
comma 1, ma si applica il divieto di cui all’articolo 2.
5. Il trasporto di combustibili liquidi e gassosi è disciplinato dall’articolo 7, comma 3,
lettera e).
Art. 13
E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservare le disposizioni contenute nel presente decreto.

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